giovedì 28 febbraio 2013

ELEZIONI 2013 - Chi vince, chi perde


Berlusconi è il principale sconfitto lasciando sul campo oltre 6 milioni di voti. Ma il Pd, con la perdita di 3,5 milioni di voti, ne oscura il tracollo.
Lo tsunami elettorale ha colpito innanzitutto il centrodestra, ma si è abbattuto inaspettatamente anche sul Pd. L’analisi dei dati reali, fatta dall’Istituto Cattaneo, mette da parte le percentuali e utilizza i voti assoluti per capire come si sono spostati fisicamente milioni di consensi da una parte all’altra. Con questa analisi, ad esempio, si scopre che il principale sconfitto delle elezioni è proprio Silvio Berlusconi che, sottolinea l’Istituto, ha subito “una riduzione dei consensi tra il 2008 e il 2013 pari a quasi il 50%” lasciando per strada 6.296.744 voti. Nelle regioni centrali il partito di Berlusconi perde esattamente la metà dei consensi (-50,1) mentre l’unica area dove “contiene” la sconfitta è il Nord-est in cui la riduzione dei voti è stata in media del 30% riducendosi al 34% in Veneto.
Anche la Lega ha perso la metà dei voti, il 54%, lasciando sul terreno 1.631.982 elettori. Si ricorderà che sia nel 2008 che nelle Europee del 2009 si era data molta enfasi allo “sfondamento” del Carroccio nelle “regioni rosse”. È proprio qui, però, che la riduzione si fa più consistente, arrivando a un -68% come anche nel Nord-est con la perdita del 61% dei voti che si addolcisce in Lombardia, dove l’erosione è “solo” del 44%, per farsi di nuovo pesante in Piemonte (-64,3) e in Liguria (-68).
Risultati pesanti, dunque, che non giustificano la soddisfazione di Berlusconi il quale, però, può sollevarsi per la contestuale batosta subita dal Pd. Rispetto al 2008, il partito di Bersani perde 3.435.958 voti un calo del 28%. I picchi sono nelle regioni meridionali con Puglia (-44,8%), Basilicata, Calabria (-39,4) e Abruzzo (-36,5). Il Cattaneo fa osservare che la maggior perdita è “lungo la dorsale adriatica, ossia nell’area economicamente più dinamica del Centro-Sud”. Qui si può notare la prima relazione con il voto ai Cinque Stelle che sono, appunto, il primo partito nelle Marche e in Abruzzo e che anche in Puglia conquistano il 25%.
Per il movimento di Beppe Grillo non ci sono confronti. I consensi alla Camera sono 8.689.168 “distribuiti equamente in tutto il territorio” ma con una lieve maggioranza (2,4 milioni) al Sud, seguiti dai 2,1 milioni nel Nord-ovest e da 1,6 milioni nelle “regioni rosse”. Da questi dati si comprende come Grillo abbia saputo drenare voti da tutti: dai delusi berlusconiani, dai leghisti, dal Pd. Il balzo lo fa quando riesce a cumulare entrambe le emorragie come succede in Liguria (32%), Marche (32), Sicilia (34). Essendo la più consistente, invece, l’emorragia berlusconiana nutre tutte le altre: 5 Stelle, astensionismo e anche il Centro. Monti, infatti ottiene poco più di 3,5 milioni di voti rispetto ai 2 milioni di cui beneficiava Casini nel 2008. Il suo è un risultato al di sotto delle aspettative sul piano politico ma comunque fa crescere in dimensioni il “centro” modificandone la natura. La crescita, infatti, è maggiore in Trentino, Lombardia e Liguria mentre non è forte al Sud.
Degne di nota sono anche gli andamenti dell’area della sinistra radicale che secondo l’Istituto Cattaneo, può accreditarsi di 400 mila voti in più (nel confronto tra Sel, Rc e Pcl nel 2013 e Sinistra Arcobaleno, Pcl e Sinistra Critica nel 2008). In realtà, in Rivoluzione civile c’era anche Di Pietro. Calcolando i suoi voti del 2008 (1,5 milioni) il saldo è negativo di oltre un milione di voti. Crolla, infine, l’area della Destra più estrema (Forza Nuova, La Destra, Casa-Pound, Fiamma) che passa da 1 milione di voti nel 2008 a 400 mila. Perdita più marcata nelle regioni del Nord rispetto al Centro-sud.

di Salvatore Cannavò

giovedì 21 febbraio 2013

ETICO E' LA MIGLIORE IDEA DI LOMBARDIA

etico è
DISCONTINUITÀ
Dopo 18 anni di un uomo solo al comando vogliamo un’altra Lombardia.
Una Lombardia che torni a essere un modello di eccellenza produttiva, un laboratorio di cultura e innovazione, un esempio nella tutela e nell’esercizio dei diritti.
Per questo ci vuole una nuova cultura amministrativa, una nuova dirigenza, maggiore trasparenza, promozione del merito, 50% di donne nei posti di responsabilità, collegialità nel governo.
UNA SALUTE DALLA PARTE DEI CITTADINI
Rivisitazione della spesa sanitaria attraverso una nuova politica della salute che punti sulla prevenzione. Investimento sui servizi territoriali e sulla medicina di primo intervento.
Creazione di "Case della salute" per una migliore integrazione tra diagnostica, esami di laboratorio e cura. Revisione completa del sistema di accreditamento per razionalizzare la relazione tra strutture pubbliche e private e eliminare le posizioni di rendita.
Una nuova governance per le aziende sanitarie improntata a principi di trasparenza, efficienza e legalità.
LAVORO E SVILUPPO
Un piano economico e politiche industriali di sostegno all’innovazione.
Promozione dei settori emergenti ad alto contenuto tecnologico ed orientati alla green economy. Investimento sull'eccellenza dei distretti industriali e agricoli lombardi.
Costituzione di una banca regionale per lo sviluppo a sostegno delle piccole e medie imprese.
Creazione di una White list delle imprese per premiare i soggetti in grado di certificare il rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori
REDDITO MINIMO GARANTITO
come strumento di tutela del reddito rivolto a disoccupati, inoccupati e precari, come provvedimento rivolto al reinserimento lavorativo di determinati soggetti "deboli" e come stimolo e indirizzo di politica industriale. In Europa solo l'Italia e la Grecia non hanno adottato un'analoga misura. Alla Lombardia il compito di porsi come modello per il paese.
TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
Stop al consumo di suolo attraverso politiche mirate alla rivalutazione delle costruzioni esistenti, alla mobilità sostenibile, alla valorizzazione della produzione agricola di qualità.
Ricostituzione dell'agenzia regionale per l'ambiente e avvio di un piano di ampio respiro che integri tutela del territorio, bonifiche e gestione rifiuti. Definizione di una strategia energetica regionale e sviluppo delle energie rinnovabili. Incentivazione del trasporto ferroviario e miglioramento dei servizi attraverso l'integrazione di tutti i servizi di trasporto presenti sul territorio. Sviluppo di infrastrutture per la mobilità elettrica commerciale
SI ALLA SCUOLA PUBBLICA
Oggi l’80% dei fondi destinati dalla Regione alla Dote scuola va alle scuole private con il meccanismo del “Buono scuola”. Questo meccanismo va progressivamente rivisto perchè in contrasto con lo spirito della Costituzione che vede nella scuola pubblica un soggetto fondamentale per la realizzazione dei principi di libertà, uguaglianza e laicità. Le risorse devono essere indirizzate al miglioramento dell'offerta formativa, delle dotazioni e verso una riqualificazione dell'edilizia scolastica che punti a parametri di vivibilità, efficienza energetica e sostenibilità ambientale
SOSTENIBILITÀ E FILIERA CORTA
La Regione deve porsi l'obiettivo di una politica della sostenibilità promuovendo le filiere produttive lombarde: produzioni a «filiera corta regionale» per quanto riguarda mezzi di trasporto e loro componentistica per supportare nuovi piani di mobilità a bassa emissione.
Rivitalizzazione della tradizione lombarda nelle tecnologie energetiche, efficienza, fonti rinnovabili. Produzioni a «filiera corta regionale» nel campo delle ristrutturazioni e manutenzioni a partire dall'edilizia pubblica scolastica e sanitaria. Produzioni a «filiera corta» anche nel comparto agricolo, favorendo la creazione di sistemi integrati di produzione e vendita di prodotti locali di alta qualità con sbocchi certi presso mense scolastiche ed ospedali.
ACQUA COME DIRITTO E BENE COMUNE
Subito un testo unico sull'acqua che diventi un modello anche per le altre regioni.
Servizio idrico integrato privo di rilevanza economica. Riassetto delle aziende dell'acqua che attendono ancora una sistemazione dopo il referendum. Investimento sulla manutenzione delle reti e sul miglioramento dei servizi al cittadino. Bloccare ogni tentativo di privatizzazione o di affidamento a società multiservizi. Gestione diretta tramite enti di diritto pubblico.
Fare di EXPO 2015 l'occasione per portare in Lombardia la sede dell'Autorità Mondiale dell'Acqua.

venerdì 15 febbraio 2013

ETICO A SINISTRA - Per un'Altra Lombardia


E' stata presentata a Bergamo la lista Etico - Per un’Altra Lombardia per le regionali.
La lista Etico nasce dal programma di Andrea Di Stefano, secondo alle primarie per la presidenza della regione e che ora lavora a fianco di Umberto Ambrosoli per l’affermazione del centrosinistra.
Programma costruito dall’oltre ventennale attività di Andrea Di Stefano sul territorio, Etico è, infatti, espressione di singoli e comitati provenienti dalla cittadinanza attiva, oltre a sperimentare un’idea di sinistra allargata coinvolgendo Federazione della sinistra e ALBA.
Al centro di Etico si trova un’idea di discontinuità nel governo della Lombardia non fondata sull’ideologia, sull’astrazione di un generico cambiamento o sulla figura di un uomo solo al comando, ma su azioni e ragioni concrete indirizzate a un orizzonte di lavoro, equità, sviluppo e sostenibilità ambientale.
Per una Lombardia che torni a essere un modello di eccellenza produttiva, un laboratorio di cultura e innovazione, un esempio nella tutela e nell’esercizio dei diritti. “La lega ha governato oltre un decennio con Formigoni e Pdl in Lombardia, a Bergamo e nella bergamasca il risultato delle loro politiche relative a sanità, ambiente, lavoro, delocalizzazione, trasporti è sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato Di Stefano, capolista di Etico a Bergamo presentando la lista - Chi vive a in questa provincia può decidere se vuole sperimentare il cambiamento oppure continuare con il modello di governo attuale”.
“Vogliamo raggiungere la testa e il cuore dell’elettore e non solo la pancia. – conclude Di Stefano - Etico porta all’interno del centro sinistra proposte concrete realizzabili, alternative a quella viste finora espressione del potere fomigoniano e leghista”.
Candidati a Bergamo per Etico oltre Andrea Di Stefano: Edda Adiansi, Luisa Carminati, Amparo De Los Reyes, Alessandro Di Daniele, Milvo Ferrandi, Giovanna Pedroni, Rosangela Pesenti, Marco Sironi.