lunedì 20 dicembre 2010

TORNARE GIOVANE O DIVENTARE MINISTRO ?

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Wow! Il dibattito sulla violenza! Questo si che è tornare giovani! E necessita una premessa: siamo contrari alla violenza ecc. ecc.
In questo, devo dire, siamo in buona e assai affollata compagnia. Per esempio in compagnia di Ignazio La Russa, ministro della difesa della Repubblica di BungaBunga. Un tipo davvero nonviolento e moderato, che da giovane (Milano, 1973) volle, organizzò e capeggiò una manifestazione di neofascisti talmente moderata e non violenta che alcuni suoi camerati tirarono bombe a mano sulla polizia, uccidendo un agente (Antonio Marino, 23 anni). Ciò non gli impedisce oggi di ergersi in un suo divertente show televisivo a paladino delle forze dell’ordine e di insultare gli studenti. Contro la violenza, come è noto, sono attualmente anche Charlie Manson e Vallanzasca, è giusto cambiare idea nella vita, ma nessuno di loro è diventato ministro. Contrario alla violenza e indignato per il rilascio (in attesa di processo) degli studenti fermati martedì scorso dopo gli scontri di Roma è anche il ministro degli interni della Repubblica di BungaBunga Roberto Maroni, e ci mancherebbe. Uno che di resistenza a pubblico ufficiale se ne intende, perché per quel reato fu condannato in primo grado (1998, otto mesi), in secondo grado (2001, pena ridotta a 4 mesi) e in Cassazione (pena ridotta a 5.320 euro di multa, 2004). Non c’è che da gioire se anche lui ha cambiato idea. Oltretutto, non perde occasione per vantarsi dei successi altrui (magistratura e forze dell’ordine) contro la mafia, e ci compiacciamo anche di questo. Purtroppo, non è infallibile e non riesce a mettere le mani sul pericoloso terrorista che attentò quasi tre mesi fa alla vita di Maurizio Belpietro. Non ne parlano i giornali, non si sa nulla delle indagini, il silenzio è totale, anche se ai tempi si fece un gran clamore sul ritorno della violenza e del terrorismo.
Siamo contrari alla violenza, ci mancherebbe, ma un pochino anche al ridicolo.

Alessandro Robecchi - Il Manifesto

domenica 19 dicembre 2010

DALLA PARTE DEGLI STUDENTI

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Il 14 dicembre è tornato in campo prepotentemente il movimento degli studenti. Una grande manifestazione piena di giovani, una generazione nuova, ormai cosciente che la crisi in atto non le consente di avere un futuro.
È stata questa incertezza sulle proprie vite, denunciata dalle tante mobilitazioni di questi mesi, unita alla sostanziale impermeabilità della politica di Palazzo, alla compravendita di voti andata in scena in Parlamento, così come all'idea fallimentare della "zona rossa", che spiegano quanto avvenuto per le vie di Roma.
Una dinamica di rabbia sociale che non è ascrivibile solo a gruppi organizzati o a fantomatici black block, ma è la risposta di migliaia di giovani ad un futuro senza prospettive, al rifiuto del governo di ascoltare la voce della piazza, ad un'opposizione parlamentare che appoggia i movimenti solo per il proprio tornaconto salvo abbandonarli un attimo dopo.
A prendere parola, collettivamente, è una generazione di studenti, precari e operai che ha una percezione assolutamente corretta della propria condizione: mobilità sociale bloccata, indebitamento per il welfare, assenza di reddito e garanzie, declassamento come orizzonte permanente.
Per questo occorre respingere al mittente con fermezza i tentativi di criminalizzare la protesta, gli studenti e la loro voglia di ribellarsi.
Con quale legittimità la politica istituzionale, che sta affrontando la crisi economica rispondendo solo ai bisogni di banche e imprese, oggi si erge a giudice scandalizzato di quanto avvenuto?
Sono loro i primi responsabili di quanto accaduto il 14 dicembre. Se vogliono cercare i responsabili non c'è che da guardarsi allo specchio!
E' una boccata d'ossigeno salutare la protesta studentesca che ha segnato l'Italia intera. Il fattore che finora mancava in una politica fatta solo di tattiche, di manovre, di avanzamenti e arretramenti insopportabili in un avvitamento di Palazzo distante dalle vite reali. Ma se da questa crisi vischiosa, da "fine regime", alla quale anche l'opposizione contribuisce con minuetti ed esitazioni, vogliamo uscire con una prospettiva migliore non possiamo fare a meno di un sano protagonismo sociale e diretto. Non c'è alternativa. A meno di volersi baloccare nell'illusione dell'impossibile governo da Fini a Vendola o restare appesi agli umori di Casini in un gioco al massacro già visto altre volte e che ha mortificato gran parte del mondo della sinistra o semplicemente progressista.
Bisogna unire le ragioni e i soggetti sociali che stanno pesantemente pagando questa crisi. Lo sciopero generale può diventare scossa salutare e profonda per ridare una possibilità alla nostra democrazia.
SE NON ORA QUANDO ?

sabato 11 dicembre 2010

FRATELLI DI MAFIA - Seconda serata con Giulio Cavalli a Nembro

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Performance teatrale e dialoghi con lo scrittore-attore lodigiano Giulio Cavalli che presenterà il suo libro “Nomi, Cognomi e Infami” sull’infiltrazione mafiosa ed i rapporti politici nel nord Italia.

“ Il libro di Giulio Cavalli non è un libro come gli altri. Nomi, cognomi e infami è il diario impersonale di un anno di storie incrociate in una tournée che è scesa dal palco per diventare la sua storia: quella di un attore di teatro che vive sotto scorta da due anni. È un viaggio nel tempo e nello spazio che accompagna il lettore dall’attentato di via D’Amelio al sorriso di Bruno Caccia, dalle parole di Pippo Fava all’omicidio di don Peppe Diana passando attraverso il coraggio di Peppino Impastato, Rosario Crocetta e i ragazzi di Addiopizzo, fino a svelare la presenza della mafia al Nord che l’autore è stato tra i primi a denunciare. È anche una storia corale dedicata alle 670 persone che oggi nel nostro Paese vivono sotto tutela. È una rivoluzione morbida contro coloro che, abituati a comprarsi giudici, onorevoli, senatori, funzionari, sindaci, imprenditori, giornalisti, sanno bene che nulla possono contro la parola, quel mitra senza proiettili che instilla germi; germi di consapevolezza, germi di coscienza, germi di libertà. “


Secondo Incontro
Mercoledì 15 dicembre ore 20.45
Teatro Modernissimo
Nembro
NOMI, COGNOMI E INFAMI
Interviene l'autore
GIULIO CAVALLI scrittore ed attore teatrale
intervistato da
DANIELE MARTINELLI giornalista

L'ARGINE RESISTENTE